Liberazione Bioenergetica
Centro di Crescita Attraverso l'Energia Vitale

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Liberazione Bioenergetica

Nel corso di tutta la nostra vita, creiamo costantemente tensioni, blocchi, contrazioni e zone rigide, che ostacolano la libera circolazione dell’energia vitale nel corpo. Forse non tutti sanno che i blocchi e le tensioni, dicono molto sul nostro carattere, sono un indice chiaro di chi siamo, di che cosa vogliamo e del gioco che stiamo giocando nella vita. Rivelano la nostra energia e vitalità, rivelano come affrontiamo l’ambiente, come ci mettiamo in contatto con gli altri e il rapporto che abbiamo con il nostro stesso corpo. Generalmente non siamo molto consapevoli delle nostre tensioni e prestiamo poca attenzione anche a quelle degli altri, di fatto non siamo abituati a questo genere di osservazioni. Se imparassimo ad essere un po’ più attenti al nostro corpo, ai nostri comportamenti, ai movimenti e alle posizioni che ssumiamo, potremmo, come affermava Wilhelm Reich, conoscere tutta la nostra storia, così come si é registrata nel corpo. Il nostro corpo é con noi da sempre, dal primo istante di vita fino all’ultimo e ha vissuto le nostre stesse esperienze, sia le quelle positive che le negative, perché noi e il nostro corpo siamo la stessa cosa.

LIBERAZIONE BIOENERGETICA E' UN METODO DI LAVORO CORPOREO ED EMOZIONALE CHE SI FONDA SUI PRINCIPI DELL'ENERGIA VITALE DI WILHELM REICH

Wilhelm Reich, chi era?

(Vedi anche la Lista Ascolta Piccolo Uomo)

Wilhelm Reich è stato l'uomo che io considero l'ingegno più rivoluzionario del secolo appena trascorso. Se quest'uomo non fosse esistito, infatti, non esisterebbero neppure i gruppi di Liberazione Bioenergetica, perché fu Lui che per primo indagò, studiò con grande rigore scientifico, e poi sviluppò le prime tecniche di lavoro sull'Energia Vitale. Presentare un conciso ma chiaro quadro della personalità di Wilhelm Reich é un compito di notevole difficoltà. Ci sono, oggi, persone con una grossa preparazione culturale e scientifica, che potrebbero parlarne in modo molto più qualificato di me, ma poiché sento che il merito di essere quello che sono diventato in questi ultimi 33 anni, é legato alle geniali intuizioni di W.Reich, vorrei in qualche modo rendergli omaggio.

Wilhelm Reich (nato nel 1897 - morto nel 1957) é stato nella Vienna degli anni 20, allievo e collaboratre di Freud, nel 1930 si trasferì a Berlino, come psicoanalista e medico presso vari Centri d'igiene e consultazione sessuale, dal 1933 fu costretto a rifugiarsi in Danimarca, poi in Svezia, e fino al 1939 a Oslo in Norvegia per sfuggire alle persecuzioni del nazismo. Nel '39 ricevette l'invito dalla Nuova Scuola di Ricerca Sociale di New York, a trasferirsi negli Stati Uniti, e fu in quegli anni che Reich realizzò le sue più importanti scoperte.

Wilhelm Reich fece molte importanti scoperte nell'arco della sua vita, ma quella di cui desidero parlare in questo spazio, perché interessa più da vicino la mia attività, é la sua intuizione che portò a comprendere l'origine delle difese caratteriali, o in altre parole la teoria della Corazza Caratteriale. Reich dimostrò come i diversi tratti del carattere di ogni individuo, presi assieme, formano una difesa unitaria contro tutte le emozioni che si percepiscono come pericolose. Egli chiamò questa difesa Armatura Caratteriale e affermò che essa é la diretta conseguenza di situazioni che accadono nell'infanzia, quando ci vene negata la soddisfazione di qualche impulso instintuale.

UNA GRANDE SCOPERTA: LA CORAZZA CARATTERIALE

Il primo interesse scientifico di Wilhelm Reich fu la natura, specialmente quella vivente, cioè la biologia, e questo interesse era organicamente connaturato, già nei suoi primi anni di vita, per via della vita che aveva trascorso nell’azienda agricola paterna, a contatto con l’agricoltura, con gli animali, con l’allevamento, ecc. Quando, dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, intraprese lo studio della medicina, fu per due motivi ugualmente forti: il desiderio di aiutare la gente in difficoltà e il suo interesse sia per le origini e lo sviluppo dei fenomeni che studiava che per la loro energia intrinseca.

Ancor prima di conseguire la laurea in medicina, Reich manifestò il proprio interesse per il problema dell’energia psichica in un articolo intitolatoI concetti degli impulsi psichici da Forel a Jung, un tema sul quale ritornò l’anno dopo la laurea con un nuovo articolo: L’energia degli impulsi. Tanto dal lavoro clinico, quanto dalla sua attività politica e di conseguenza tra la gioventù viennese, comprese come gli impulsi, che provocavano le più grandi difficoltà sia teoriche che pratiche, erano quelli derivati dalla sessualità un argomento che a quell’epoca, nel primo ventennio del secolo, era quasi tabù, così come lo era stato nell’ultima decade del secolo precedente, allorquando Freud aveva iniziato la sua attività.

Il primo importante contributo che Reich dette alla psicoanalisi fu la sua elaborazione di una coerente tecnica delle resistenze analitiche. Freud aveva dimostrato l’importanza di analizzare la resistenza del paziente prima di interpretare i suoi desideri inconsci, i ricordi ricavati dai sogni, i lapsus verbali e le libere associazioni. Tuttavia la maggior parte degli analisti, al tempo di Reich, avevano trascurato in larga misura la resistenza all’analisi, fin quando Reich non dimostrò come attaccare ed analizzare le resistenze. Durante questo lavoro sulle resistenze all’analisi Reich fece la sua prima importante scoperta: notò che la principale resistenza all’analisi veniva rivelata non da ciò che il paziente diceva o faceva, ma dal modo in cui lo diceva o lo faceva; ovvero non attraverso il che cosa ma il come; perché il modo era l’espressione del carattere della persona.

Reich fu il primo psicoanalista a formulare una teoria coerente del carattere. Egli dimostrò che i diversi tratti del carattere dipendevano l’uno dall’altro e che, presi assieme, formavano una difesa unitaria contro tutte le emozioni che si percepivano in un modo o nell’altro come pericolose. Reich chiamò questa difesa "corazza caratteriale" e fu in grado di dimostrare che questa corazza aveva la sua origine in situazioni dell’infanzia, quando al bambino era stata negata la soddisfazione di qualche impulso instintuale, e che l’energia di tale impulso era stata divisa in modo che una sua parte manteneva repressa l’altra.

Quando Reich, invece di interpretare il materiale che le persone gli portavano, cominciò a richiamare la loro attenzione sul modo in cui esse glielo portavano, e sul loro modo generale di comportarsi, ciò fu sentito da quelle persone come un attacco alla loro personalità e molto spesso come un trauma. Questo fatto provocò nei pazienti dei sentimenti ostili sia nei riguardi dell’analista che verso il trattamento. Ritengo che chiunque passi attraverso la classica analisi freudiana prima dell’Analisi Caratteriale, io sono stato uno di questi, abbia sentito la nuova terapia come qualcosa di completamente diverso, qualcosa che andava molto più in profondità sino al vero nucleo della loro personalità. Le esperienze di Reich con i suoi pazienti su questo argomento lo convinsero anche della necessità di tirare fuori la loro ostilità e i sentimenti negativi, il cosiddetto transfert negativo. Ciò valse a Reich una reputazione di aggressività una reputazione che è ancora molto viva, anche dopo anni dalla sua morte, benché sia risaputo che l’aggressività non è qualcosa che il terapeuta mette nel paziente, ma è qualcosa che, se il terapista è abile e fortunato, può tirare fuori dalla persona. Reich, facendo riconoscere alle persone alcune delle loro proprie caratteristiche, e facendogliele sentire con tutta la loro carica potenziale, si accorse di altri fatti sui quali fino ad allora era stata posta scarsa attenzione sia nella pratica che nella teoria psicoanalitica. Molte persone, quando diventavano consce delle loro caratteristiche, cambiavano spontaneamente il loro atteggiamento corporeo e il loro comportamento, e davano espressione alle emozioni che sin dall’infanzia non erano mai stati in grado di manifestare, e che forse sentivano appena. Reich allora cominciò a studiare i mutamenti negli atteggiamenti corporei che accompagnavano l’affiorare delle emozioni, e presto si convinse che alla Corazza Caratteriale Psichica corrispondeva una Corazza Muscolare Somatica. A Reich divenne subito evidente che la Corazza Muscolare, la quale consiste di spasmi, crampi e tensioni, non è altro che l’espressione corporea delle emozioni e delle idee rimosse, nonché l’ancoraggio somatico delle nevrosi. Questa scoperta condusse ad un’importante innovazione nella tecnica psicoterapeutica, che consisteva nell’attaccare le nevrosi dal punto di vista corporeo, richiamando l’attenzione delle persone sulle tensioni croniche e facendogliele sentire attraverso la manipolazione diretta. In questo modo, sciogliendo i blocchi e le tensioni, si poteva giungere sino alla coscienza delle emozioni e dei ricordi che erano stati fino ad allora completamente rimossi, anche se il terapeuta poteva già aver supposto quali fossero analizzando e interpretando i sogni, oppure attraverso altre tecniche come l’ascolto neutrale e le libere associazioni.
 

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